A maggio il ministro Salvini, a Termoli, aveva aperto alla possibilità di cedere l’acqua dell’invaso del Liscione alla Puglia con la realizzazione del collegamento tra la diga molisana del Liscione e quella di Occhito, il progetto del “tubone”.
Qualche giorno fa l’annuncio della senatrice foggiana di Fratelli d’Italia, Anna Maria Fallucchi:
“Una giornata storica per la Capitanata, una pagina alla quale ho contribuito fortemente, facendone un mio personale cavallo di battaglia nella convinzione che non ci fosse più tempo per ulteriori perdite di tempo, forse, perché essendo un’operatrice del settore so che il nostro è un distretto agricolo e territoriale strategico per l’intera Puglia e per il Mezzogiorno. L’intervento è fondamentale per l’approvvigionamento idrico di un territorio che, nonostante la ricchezza di risorse naturali, soffre da anni un pesante squilibrio infrastrutturale. I cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature e la scarsità di precipitazioni rendono urgente e non più rimandabile una gestione moderna ed efficiente dell’acqua. Per questo motivo, il collegamento tra i due invasi rappresenta una vera e propria svolta, ambientale, economica e sociale”.
Alla senatrice fa eco il gruppo regionale pugliese di Fratelli d’Italia:
“Qualcuno oggi dovrebbe non solo chiedere ringraziare il Governo Meloni, ma anche chiedere scusa per l’inerzia ventennale che ha assetato la Capitanata e prodotto danni inestimabili all’agricoltura. Sono stati, infatti, stanziati 190 milioni di euro per la realizzazione di una delle infrastrutture idriche strategiche non solo per la Capitanata, ma per lo sviluppo dell’intera Puglia, i lavori per collegare le dighe Ponte Liscione (Molise) a Occhito (Puglia) inizieranno a settembre. Vengono, così, sconfessati tutti gli uccelli del malaugurio pronti a puntare il dito contro il governo centrale, senza mai fare mai autocritica per non essere riusciti, in tutti questi anni, non solo a raggiungere un accordo fra le due Regioni, ma a convincere il loro governi di quanto fosse indispensabile realizzare il ‘tubone’ per portare l’acqua molisana che viene versata in mare nelle campagne foggiane. Stiamo parlando di circa circa 70 milioni di metri cubi di acqua.
Convinti come siamo che per fare il bene della Puglia servono fatti e non parole, il Governo Meloni ne sta dando prova.”
A gelare le aspettative della Capitanata l’assenza del finanziamento per la realizzazione dell’opera nel Decreto Infrastrutture, tanto che il consigliere regionale pugliese Antonio Tutolo, già sindaco di Lucera, ha messo in atto lo sciopero della fame e il presidio permanente davanti alla Prefettura di Foggia per ottenere chiarezza sul presunto stanziamento di 190 milioni di euro. Secondo Tutolo, l’annuncio di un avvio lavori già a settembre è apparsa da subito una “presa in giro”.
Sarebbe istruttivo sapere come è stato calcolato l’eccedenza d’acqua che finisce in mare e chi ha effettuato il calcolo.
Giova ricordare che il protocollo d’intesa stipulato tra le due regioni, ormai 50 anni fa, la Puglia avrebbe dovuto garantire al Molise 20 milioni di metri cubi di acqua all’anno. In tutto questo tempo la Puglia non ha ceduto neanche un metro cubo d’acqua, glissando sugli impegni che aveva assunto, nell’ormai lontano 1978.