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AGNONE: IL SENATORE RICCARDO NENCINI PRESENTA IL SUO ULTIMO LIBRO “SOLO”

Presentato ad Agnone, nel monumentale Palazzo San Francesco, “SOLO” il libro storico in forma romanzata dedicato alla vita di Giacomo Matteotti, il primo e più importante oppositore della nascente dittatura fascista, scritto da Riccardo Nencini ed edito da Mondadori.

Riccardo Nencini è autore di diversi saggi e romanzi tra cui Il giallo e il rosa (Premio Selezione Bancarella Sport, Giunti, 1998), L’imperfetto assoluto (finalista al Premio Acqui Storia, Mauro Pagliai editore, 2009), Il fuoco dentro. Oriana e Firenze (Mauro Pagliai editore, 2016), Dopo l’apocalisse. Ipotesi per una rinascita (con Franco Cardini, La Vela, 2020).

Presidente della Commissione Istruzione e cultura del Senato, già Segretario del Partito Socialista italiano, Riccardo Nencini è Presidente del Consiglio Nazionale socialista. Sin dal suo primo incarico come deputato, nel 1992, è stato il primo parlamentare a rinunciare al doppio stipendio. Ha scritto saggi e romanzi storici. Appassionato di ciclismo, è nipote di Gastone Nencini. È stato vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ed è stato promotore dell’introduzione del reato di omicidio stradale. È sua la prima disciplina in Italia sulla regolamentazione delle lobby.

Nencini, ricevuto con i saluti del Sindaco Daniele Saia e intervistato dal giornalista Giovanni Mancinone, in “SOLO” ricostruisce con il rigore dello studioso, la partecipazione dell’uomo politico e l’acutezza dell’intellettuale e narratore, la vita di questo grande eroe italiano: le prime esperienze politiche, gli amori, le amicizie, la militanza comune con Mussolini nel Partito Socialista, e i giorni drammatici della durissima opposizione al fascismo nascente, opposizione che gli costò la vita.

Giacomo Matteotti è stato il primo vero antagonista di Mussolini e, dopo il suo assassinio ad opera di una squadra di fascisti il 10 giugno del 1924, è stato il fantasma che ha aleggiato sul Fascismo per tutta la durata della dittatura.

“SOLO” perché, fin dal 1922, fu l’unico a combattere coraggiosamente Benito Mussolini in Parlamento, fu il solo a capire che il fascismo non sarebbe stato un “moto passeggero, bensì la raffigurazione di una parte del paese” e per questo un fenomeno destinato a durare. Fu solo perché affrontò la sua tragedia personale isolato dagli affetti più cari, la moglie, i figli, la madre.

Nel libro Nencini ripercorre accuratamente la vita di Matteotti a partire dall’infanzia, dalle prime esperienze politiche e dalla militanza – comune a Mussolini – nel partito Socialista, fino ai giorni della ferma opposizione al fascismo, tanto più decisa quanto più questo mostra la sua vera natura. È infine pronto a denunciare tutto: la corruzione, il malaffare, gli innumerevoli atti intimidatori e i vili assassinii quando viene sequestrato e ucciso.

Un pezzo di storia italiana attraverso la vita di uno dei più grandi politici antifascisti del Novecento.

“Non ci sono dubbi che dietro l’omicidio di Matteotti ci sia stata la mano diretta di Mussolini, spiega Nencini. Non solo perché, come un capo mafia, il dittatore quando parla con i suoi, non ordina ma allude. Bisogna riflettere su un fatto: il protagonista principale del rapimento e dell’omicidio fu il fiorentino Amerigo Dumini. Era stato scelto da Mussolini in persona come il capo della cosiddetta Čeka, la polizia segreta del Duce, nel gennaio del ’24, appena cinque mesi prima di quel tragico 10 giugno. É quindi inimmaginabile che il rapimento del leader dell’opposizione sia stato organizzato senza un ordine diretto del capo del partito. Matteotti aveva in mano notizie e probabilmente anche documenti su tangenti petrolifere e altro”.

In “SOLO”, Riccardo Nencini, analizza gli avvenimenti cruciali di quegli anni: “Tutti conoscono l’intervento in Aula del 30 maggio del 1924. Ma quello non fu l’unico episodio di un pubblico attacco di Matteotti a Mussolini – spiega l’autore – Per Mussolini, Matteotti era diventato una vera e propria spina nel fianco. Dopo le elezioni dell’aprile del ’24 che con la legge Scelba diedero la maggioranza assoluta ai fascisti, il leader socialista iniziò ogni giorno a tirare accuse contro il futuro dittatore, dal falso in bilancio ai brogli elettorali. Matteotti pubblicò anche un libro, dal titolo “Un anno di dominazione fascista“ dove dimostrò che, anche quando erano al governo, i fascisti continuavano ad ammazzare. Matteotti contava le vittime quotidiane. Attaccava sui falsi in bilancio e sui disertori di guerra. Nessuno era cosi scomodo per Mussolini. A parte forse il liberale Giovanni Amendola, padre di Giorgio Amendola. Ammazzato anche lui dalle percosse dei fascisti”.

Da qui il titolo del libro. “SOLO”, nasce dal dramma politico ma anche umano di Matteotti, l’unico per lungo tempo a capire, anche all’interno del suo partito, che il fenomeno fascista non era la reazione di fine Ottocento della borghesia contro il proletariato ma qualcosa di nuovo e terribile.